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Perché questo blog

Oggi, primo giorno del 2025, inizio questo blog per mettere per iscritto alcuni pensieri sparsi che ho incominciato a buttar giù a matita su un quaderno ai tempi del COVID-19, nel 2020, e che ho continuato a formulare dentro di me anche in seguito. In quei giorni forte era l'aspettativa per un "dopo" migliore, e per un rinnovamento, anche di un'istituzione secolare come la Chiesa Cattolica. Purtroppo, nonostante il Sinodo indetto da Papa Francesco, mi pare che ben pochi cambiamenti si scorgano all'orizzonte. Probabilmente i tempi della Chiesa restano troppo lenti rispetto alla rapidità di mutamento della società e dello scenario mondiale. La mia irrequietezza nel permanere all'interno di essa però col tempo va aumentando, forse perché essendo una cattolica nata dopo il Concilio Vaticano II, mi aspettavo una Chiesa più attenta ai "segni dei tempi" (Gaudium et spes) e alle esigenze delle persone, che preoccupata della ripetizione fedele di riti e tradi...

Sulla formazione dei preti

Ritengo che la formazione dei preti in seminario sia ormai superata, per quanto la Chiesa si ostini a non volerlo vedere (come tante altre cose che oggi non funzionano più!). D'altronde i seminari come li conosciamo oggi sono stati istituiti dal concilio di Trento (1545) quasi 500 anni fa!! Direi che da allora il mondo e la società siano un po' cambiati... Innanzitutto è sbagliato l' isolamento in cui sono confinati gli aspiranti presbiteri in una realtà davvero "fuori dal mondo", in vari sensi: fisici, culturali, affettivi... Chiusi per la maggior parte del periodo di formazione in palazzoni enormi, in cui i pochi seminaristi attuali si perdono, istruiti su materie molto specialistiche (Sacre scritture, teologia...), con contatti con il mondo esterno molto ridotti (non può bastare un fine settimana in famiglia, un po' di servizio in qualche parrocchia, un bel pellegrinaggio con gli educatori...), per non parlare dei rapporti con l' altro sesso! Poi ci si ...

Dov'è Dio?

Ma dov'è DAVVERO Dio ?  Da tempo non riesco più a vederlo nei luoghi dove la religione cattolica ci insegna che sia. Non nell' ostia consacrata, più simile ad un asettico foglio di carta che a un pane profumato. Non nel tabernacolo, solo una scatola in cui è evidente la pretesa tutta umana di rinchiuderlo, cioè possederlo, per poterlo dare a discrezione a chi ne è ritenuto più o meno "degno". Non sull'altare dove dovrebbe misteriosamente scendere ogni volta che un uomo, il sacerdote, decide di farlo venire, a beneficio dei pochi (o molti, ma sempre pochi rispetto all' umanità) che assistono in quel momento. Non nelle chiese di mattoni, o marmo, o altro materiale, in cui si pretende che sia chiuso a esclusivo beneficio di chi vi entra, come un re in attesa della visita dei sudditi. Io lo vedo nelle persone, come negli occhi di chi riceveva l'ostia consacrata quando la porgevo in quanto ministra della comunione, nelle loro lacrime, nella loro commozione... E...

Peccato originale?

Ultimamente noto un'incongruenza: se ormai tutti i biblisti si affannano a dire che i primi undici capitoli della Bibbia (dalla Creazione alla Torre di Babele) sono miti creati, come in altre culture coeve, per cercare di dare una spiegazione all' origine del mondo, all' esistenza del male, alla morte, alla divisione in tanti popoli diversi... perché invece la Chiesa cattolica continua a fondare il battesimo, e quindi l' ingresso nella fede cristiana, sul peccato originale (?) discendente da quello di Adamo ed Eva?  Perché continuiamo a pensare Adamo ed Eva (e Dio) come persone reali vissute in un reale luogo fisico non si sa bene dove collocato quale il giardino dell' Eden? Se è un mito non ha alcun fondamento storico, ed è erroneo attribuirglielo, come in passato è stato un errore far discendere da alcuni versetti biblici la deduzione che il Sole girasse intorno alla Terra, o la condanna della teoria evoluzionistica di Darwin come di quella del Big Bang! Significh...

Un Dio unico?

Noi cristiani diciamo di credere in un Dio unico, eppure ci opponiamo ai musulmani, ai buddisti, ecc., sostenendo che il loro non è "il vero Dio". Quindi il sottinteso è che esistano più dei, come ai tempi biblici, quando si faceva guerra agli idolatri, ai pagani... e il "vero Dio" era quello che sconfiggeva gli altri? Diciamo di aver rispetto per i fedeli di altre religioni, quindi ammettiamo che anche i loro siano "veri dei"? O sotto sotto pensiamo ancora che siano degli "erranti" da convertire? Magari a forza, come hanno fatto per secoli i missionari europei con gli indigeni nelle terre colonizzate, cancellando e perseguitando credenze e tradizioni locali? Una religione che pretende di cancellare gli altri in nome di una pretesa "unica e sola Verità" (e l' assurdo è che sono in molti a rivendicarla), come può ancora predicare l' amore e la pace? Quali? E le guerre che ancora oggi si combattono "in nome di Dio"? Qual...

Preferisco l'impotenza

Cosa me ne faccio di un Dio (onnipotente? Che è Amore?) che guarda impassibile le stragi che avvengono nel mondo? Non sono più sicura di credere ancora in Lui, pur se gli parlo ancora, forse a Lui, forse a me stessa, forse a nessuno... O forse ho bisogno di qualcuno con cui sfogare la mia rabbia, contro cui gridare per le ingiustizie, come in un riv  biblico, come Giacobbe che lotta con l'Angelo... Forse riesco ancora a credere in Gesù, pure lui abbandonato sulla croce nel momento del dolore: in un uomo impotente di fronte all' odio e alla violenza, ed è forse questa la vera manifestazione di Dio, non il finale consolatorio con la morte sconfitta dalla resurrezione. Sconfitta per chi? Solo per lui? E tutti gli altri crocifissi, e tutte le altre vittime innocenti della storia? Troppo facile dire che "dopo" ci sarà il premio, il risarcimento, la gioia... Come il finale amaro della vicenda di Giobbe, a cui nascono altri figli e figlie in sostituzione di quelli morti...co...